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Accolto con molta amicizia e cordialità il gruppo UNI3 fidentino
Il Gruppo guidato dal prof. Ponzi e dal Coordinatore
della UNI3 fidentina il Cav. Gianni Stecconi
Gli oltre 60 studenti hanno seguito con interesse la visita culturale intervendo non di rado con domande. Ad ognuno era già stata da giorni distribuita una ricca cartella a stampa con le notizie rilevanti circa la visita a Calendasco.

Il castello del 1200, ove nacque San Corrado, con le vicende storiche: l'omicidio del Confalonieri e l'assedio di Lodovico il Moro. Il recetto, antichissimo del XI secolo, che dal lato nord offre una vista interessante e suggestiva.
E poi la Via Francigena, collegata al Romitorio e hospitale dei penitenti, ove il Santo si ritirò.
Anche la Vita del Santo Eremita con il racconto dei passi salienti della sua andata nella Grotta a Noto hanno interessato l'uditorio.
Accolti dal M° Bruno Grassi presso l'hospitale del 'gorgolare', la visita è proseguita non ostante il clima abbastanza freddo e nuvolo.
La visita al Romitorio ha suggellato magnificamente questo incontro lasciando gli ospiti affascinati e rapiti dalla storia culturale e religiosa del luogo.
Dopo due ore abbondanti di 'lezione' itinerante gli ospiti sono stati accomiatati visibilmente soddisfatti dell'accoglienza e della ricchezza storica del borgo padano.
A presto!

mercoledì 21 ottobre 2009pomeriggio
Giornata di Studio della Università della Terza età di Fidenza (Parma)
Visita guidata ai luoghi del grande eremita:
il castello, la chiesa, il Romitorio-hospitale sulla Via Francigena
Guidati dal Prof. Guglielmo Ponzi, storico dell'arte
A tutti coloro che seguono questo Corso di Storia dell'Arte della UNI3 della cittadina di Fidenza (Parma) è stata data una apposita scheda in più fogli con
le notizie storiche principali circa la loro visita in Calendasco (Pc).
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Leggete sull'Araldo di San Corrado il Diario del Pellegrinaggio agosto 2009 a Noto sulle orme del Patrono.
Per la lettura clicca qui ARALDO DI SAN CORRADO

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p. Gabriele Andreozzi TOR

Magister Ordinis.
a ricordare con preghiere di suffragio
la figura eminentissima di p. Gabriele TOR
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Calendasco longobarda
Si delinea sempre meglio la storia del borgo sul Po
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L'hospitio di Calendasco che fu nel '300 luogo
dei Penitenti francescani e rifugio di S. Corrado
sappiamo che era xenodochio longobardo
Uno studio del 1953 pubblicato a Milano da uno storico ricorda come Calendasco non solo aveva il passaggio obbligato del traghetto sul Po in mano longobarda, ma addirittura che lo xenodochio nel borgo sia stato esso stesso parte della stessa proprietà.
Non sveliamo niente di più, ma la Storia dei decenni passati di altri luoghi già era a chiara 'conoscenza' dell'importanza strategica e storica di Calendasco 'ad padum'.

Nel sito
L'Araldo di San Corrado
clicca su questa riga
trovate
le foto del Pellegrinaggio a Noto
al Santo Corrado Confalonieri, amatissimo Patrono di Calendasco
da ben 4 secoli
con le foto di Umberto Battini
Convento di S. Corrado Confalonieri TOR - SiracusaIn Pakistan continua una tremenda rappresaglia
dei fanatici musulmani contro i cristiani
Le parole dette a Calendasco da mons. Ghauri che prevedeva
sempre una peggiore discriminazione ai cristiani si sta
avverando ogni giorno!


L'evento-testimonianza di sabato 11 luglio
si è svolto con grande partecipazione di pubblico
Le relazioni dei due illustri ospiti sono state seguite con interesse.
Nei prossimi giorni vi daremo l'aggiornamento con fotografie e testi.
Un evento culturale realizzato dalla Compagnia di Sigerico con il Patrocinio del Comune di Calendasco - Assessorato alla cultura.
Mons. Z. Ghauri ha detto:"I musulmani in Pakistan ci stanno togliendo tutte le libertà, ci distruggono le case, le chiese.
Ogni giorno siamo in pericolo.
La situazione sta peggiorando, l'estremismo islamico ha radici profonde!
Vedo il prossimo futuro molto difficile"
nella foto sotto:
il pubblico attento alla relazione di mons. Zakaria Ghauri
tenuta nell'ex-oratorio integrato al Romitorio francescano
per ingrandire le foto cliccarci sopra


nella foto sopra da sinistra:
il Vice-sindaco e Assessore alla Cultura
del Comune di Calendasco, Sig.ra Maria Beltrametti,
mons. Zakaria Ghauri Rettore del Seminario di Lahore, Pakistan
e Joseph Philiph Ghauri, scrittore-poeta rifugiato dal Pakistan
nella foto il momento della consegna dell'omaggio agli Ospiti,
a nome del Sindaco e di tutta la Cittadinanza
Fratelli cristiani perseguitati nel mondo:
una testimonianza
La grande maggioranza del popolo pakistano segue l’onda dell’islam estremistico, che vede nel cristianesimo il nemico numero uno
Nel Dossier di preparazione all'evento di Calendasco, abbiamo inserito anche alcune testimonianze da altri Stati del mondo, per dare l'idea della vastità del fenomeno della persecuzione ai cristiani e non solo!
LAHORE
Con una popolazione stimata di circa 6,5 milioni di abitanti è la seconda città del Pakistan dopo Karaki ed è tra le prime 50 metropoli del mondo. È la capitale della regione del Punjab ed è un grande centro universitario e culturale ed ospita alcune tra le moschee più grandi dell'Asia.
Leggete il sottostante articolo di padre Piero Gheddo
del Pontificio Istituto Missioni Estere
Il caso del Pakistan è uno dei più gravi,
perché si può dire che le Chiese cristiane sono veramente perseguitate, in modo così sistematico e organico che sembra si vogliano eliminare i cristiani dallo stato pakistano.
E questo non per dei governi totalitari che perseguitano il cristianesimo (come Cina, Vietnam, Iran e Arabia Saudita), ma perché la grande maggioranza del popolo pakistano segue l’onda dell’islam estremistico, che vede nel cristianesimo il nemico numero uno.
Il Pakistan ha 160 milioni di abitanti per circa 800.000 kmq, quasi tre volte l’Italia. Ci sono stato tre volte e l’ho visitato bene. E’ un paese turisticamente molto bello (con le montagne più belle del mondo, fra le quali la seconda cima, il K2) e grandi possibilità di sviluppo per le terre e le risorse naturali di cui dispone. Ma è un paese quasi totalmente islamico e come sapete l’islam non si è ancora integrato nel mondo moderno e ostacola lo sviluppo.
Il Pakistan, che possiede la bomba atomica, ha ancora un 54% dei suoi abitanti che sono analfabeti e le donne più dell’80%.
La persecuzione anti-cristiana ha radici soprattutto politiche, nel senso che partiti e movimenti islamici strumentalizzano la fede popolare per conquistare il potere, educando il popolo a vedere nell’Occidente cristiano il nemico numero uno dell’islam. Nel 1947 il Pakistan è nato come stato laico e la sua Costituzione ancor oggi concede libertà religiosa e di pensiero. Ma in 60 anni, a poco a poco, la forza dei partiti e movimenti islamici ha conquistato i suoi spazi fra un popolo in buona parte povero e poco istruito, fino a dominare la cultura nazionale e quindi anche l’orientamento politico.
Il Pakistan è una contraddizione vivente: da un lato concede libertà di stampa e di religione, i governi proteggono le minoranze religiose e i cristiani, anzi, ci sono leggi apposite che li proteggono, finanzia le scuole cristiane (le migliori del paese); dall’altro, la realtà concreta quotidiana è persecutoria, per mille motivi non facili da spiegare.
Due le leggi su cui si basa la situazione persecutoria dei cristiani: la legge contro la bestemmia (1986) e la legge che nel
Un rappresentante delle Chiese protestanti, incontrato nella casa episcopale di Rawalpindi nel 1982 dov’era venuto per un incontro ecumenico, mi diceva: “Noi cristiani, in una società così rigidamente e totalmente islamica, siamo un po’ come una escrescenza, una verruca su un corpo sano. Ci lasciano vivere, ma ci sentiamo sempre estranei alla vita nazionale, specie da quando governo e stampa insistono sempre sull’identità fra islam e Pakistan. Il buon pakistano è un fedele dell’islam, si ripete continuamente e si insegna nelle scuole fin dalla più tenera età. E noi chi siamo?”.
L’amico luterano temeva, nel 1982, un peggioramento della situazione e mi faceva vedere un’opera del Mawlana Mawdudi, il grande saggio musulmano e ideologo dello stato pakistano, sulla quale si legge che l’islam è ideologia dello stato, dando a questa parola non il significato negativo che ha in Occidente, ma positivamente vuol dire che “l’islam è l’ideale della nostra patria”, fondamento comune a tutti i cittadini. Secondo Mawdudi, mi diceva sempre l’amico luterano pakistano, queste sono le norme per le minoranze religiose:
1) I cittadini si dividono in musulmani che credono nell’ideologia di stato e altri che non ci credono. Solo i primi sono titolari di pieni diritti civili.
2) I non musulmani possono essere chiamati a collaborare nell’amministrazione dello stato, ma non possono avere responsabilità politiche e amministrative rilevanti.
3) Essi hanno i diritti che sono concessi loro dalla “Sharia”, la legge coranica o legge islamica.
4) Per i non musulmani rimane sempre la porta aperta di aderire ai princìpi dell’islam e di diventare così cittadini come gli altri.
Nel 1982 l’islam era ormai l’elemento unificante della nazione pakistana e le cerimonie religiose in qualsiasi atto pubblico sono ancor oggi obbligatorie sempre e ovunque. Non solo ma i segni del dominio islamico nella società si moltiplicano: donne velate, bambine rifiutate a scuola e ragazze all’università, tribunali islamici che giudicano fatti civili e matrimoniali secondo la legge islamica e con valore civile, cultura popolare e nazionale fortemente anti-occidentale e anti-cristiana.
La situazione è peggiorata anche perché i governi, teoricamente laici, quando ci sono difficoltà di vario genere per il paese (economiche, lotte tribali, presenza delle basi dei telebani afghani ai confini con l’Afghanistan, guerra latente con l’India per il possesso del Kashmir), si appoggiano all’islam, e trovano l’accordo e il consenso di tutto il popolo.
Per cui, ad esempio, la “Legge contro la bestemmia” che prevede il carcere e anche le pena di morte per chi offende Allah, il Corano o Maometto, può essere usata contro i cristiani che danno fastidio, anche per problemi sociali ed economici, per invidie e vendette. Bastano due musulmani che testimonino davanti ad un giudice che un cristiano ha commesso questo crimine e subito scatta il carcere o addirittura la pena di morte!
Il direttore del settimanale cattolico del Pakistan, incontrato a Jakarta pochi anni fa, mi diceva che nei loro articoli e notizie non citano mai né Allah né il Corano né Maometto e anche tra i cristiani queste sono parole proibite. I sacerdoti nella predicazione non citano mai parole che si riferiscono all’islam, possono essere interpretati male e sono guai. (Lo stesso ho sentito in Indonesia e Malesia da parte dei giornali cattolici locali).
Dalla sua introduzione nel 1986 fino ad oggi, la legge sulla blasfemia ha prodotto circa 5.000 denunzie, delle quali 560 terminate con una condanna da un minimo di cinque anni di carcere fino all’impiccagione. Altre trenta cause sono in attesa di giudizio.
Le condanne riguardano fedeli cristiani e fedeli “ahmadis”, appartenenti alla setta islamica eretica “Ahmadiyya”.
A volte i presunti colpevoli sono stati uccisi da estremisti religiosi anche sotto la custodia degli agenti di polizia, prima ancora che il tribunale li giudicasse.
Secondo il salesiano spagnolo padre Ruiz, il motivo principale per l’oppressione dei cristiani risiede nella grande povertà della popolazione, che impedisce a molti genitori di assicurare ai propri figli (generalmente numerosi) una formazione scolastica o che li porta ad affidarli alle madrasse, che in genere non sono soggette ad alcun tipo di controllo. E’ così che adolescenti di 8-13 anni sono educati in queste scuole coraniche, dove, afferma il sacerdote, “le loro passioni, energie e frustrazioni vengono incanalate verso l’odio”.
Padre Piero Gheddo PIME
Nuove conversioni
Si calcola che sono oltre 250 milioni i cristiani che vivono in situazioni di rischio a causa della loro fede. 160mila le vittime ogni anno, semplici fedeli, sacerdoti, suore. Sono oltre 600 i missionari trucidati negli ultimi quindici anni.
Eppure, ed è la cosa più impressionante, più crescono le persecuzioni, più aumentano le conversioni.
Dai Paesi martiri giungono ogni giorno, accanto alle notizie di torture e violenze, testimonianze incredibili di fedeltà alla Chiesa e aumenta in modo vertiginoso il numero delle vocazioni.
Come in Cina, nell’Hebei, dove è più accanita la violenza anticattolica, dove settanta sacerdoti operano in clandestinità e ci sono 140 studenti di teologia nel seminario della Chiesa sotterranea.
È la profezia che Giovanni Paolo II intuì il 13 maggio del 1981, il giorno in cui fu colpito dalla pallottola sparata da Alì Agca. Il terzo segreto di Fatima, rivelato all’inizio del nuovo millennio: una lunga scia di martiri, guidati dal vescovo vestito di bianco, anch’egli martire, che nutre con il suo sangue
della
Via Francigena
Se durante il passaggio della tappa francigena
di Calendasco hai avuto problemi, oppure vuoi
dare qualche suggerimento, potete
rivolgervi alla Compagnia di Sigerico
che promuove la cultura e la storia locale del passo del fiume Po della Via Francigena piacentina.
Il nostro recapito è:
ex-romitorio San Corrado
Calendasco (Piacenza) 29010
oppure mail all'indirizzo: penitente@alice.it



